La “libraria” nuova del duca Francesco Maria II Della Rovere
Tipologia: Scritture
Realizzazione: dal 1607
Il duca Francesco Maria II Della Rovere, erede dei Montefeltro, raccolse a Casteldurante una cospicua raccolta libraria di circa 13.000 volumi.
La Libraria nuova, che fece edificare a partire dal 1607, era una delle biblioteche più aggiornate e innovative del tempo. Francesco Maria II aveva infatti bisogno, scrive il prof. Alfredo Serrai, “di avere a disposizione gli scritti degli autori più significativi in ogni scienza ed arte, teologia e letteratura comprese”, esigenza da cui derivò “la necessità di possedere una biblioteca di carattere universale, aggiornata e quindi composta, ovviamente, di libri impressi, in grado di offrirgli i frutti del pensiero e dei sentimenti di ogni tempo”.
Morto Francesco Maria, e annesso il Ducato di Urbino allo Stato della Chiesa, papa Alessandro VII Chigi nel 1667 portò la raccolta ducale nella città eterna, lasciando alcuni volumi ad Urbania (circa 500); dei volumi sottratti, una parte fu destinata alla raccolta di famiglia, la Chigiana passata poi alla Biblioteca Vaticana, mentre tutto il resto divenne il nucleo principale della Biblioteca del Collegio della Sapienza (oggi Biblioteca Universitaria Alessandrina).
I circa 500 volumi sono conservati all’interno della Biblioteca, dell’Archivio Storico e Museo Civico di Palazzo Ducale e costituiscono assieme alle raccolte di grafica e stampa, il nucleo di maggior interesse dell’eredità dei Della Rovere a Casteldurante.
Nello stesso giorno in cui le 142 casse partirono per Roma, con atto notarile, il Conte Bernardino Ubaldini e il Vescovo di Urbania si impegnarono a versare i loro libri personali alla biblioteca pubblica. Il conte Bernardino Ubaldini aveva già acquisito i libri, le collezioni di disegni e di incisioni formate dal fratello Federico. La donazione contestuale naturalmente dà adito anche ad una lettura di intervento moderatore nei confronti del pubblico di Urbania. Il Conte Bernardino e il Vescovo Honorati tennero fede al loro impegno ma non prima che si fosse chiarito il problema della proprietà dei libri. Cosa che avvenne il 15 novembre del 1673 allorché con atto notarile fu stabilito che “… solamente la Comunità ne sia padrona”.